Sentire il MA – Drawing, Perception and Slow Looking Practice
Il MA (間) viene spesso tradotto in modo riduttivo come “vuoto” o “spazio”, ma nella cultura estetica e filosofica giapponese il suo significato è molto più complesso. Il MA non indica un’assenza, bensì una condizione relazionale: un intervallo dinamico che emerge tra elementi, tempi, corpi, suoni, immagini e percezioni. Non è uno spazio neutro o passivo, ma una soglia attiva capace di generare tensione, ritmo, distanza e presenza. Nella tradizione giapponese il MA può manifestarsi nella pausa tra due note musicali, nella distanza tra due corpi, nel silenzio che precede una parola, nella luce che attraversa un ambiente, nel rapporto tra pieni e vuoti all’interno di un paravento (byōbu), oppure nella sospensione percettiva di un dipinto a inchiostro. La sua funzione non consiste nel riempire lo spazio, ma nel renderlo percepibile. In questo senso il MA non coincide con il vuoto occidentale inteso come mancanza, ma con una struttura percettiva che permette alle cose di emergere e di entrare in relazione. Alcune interpretazioni teoriche contemporanee definiscono il MA come un “vuoto
relativo”: uno spazio che non esiste autonomamente, ma che prende forma attraverso gli elementi che lo delimitano e le relazioni che lo attraversano. Il MA è quindi inseparabile dal tempo, dal movimento e dalla presenza del corpo. Non è un’entità fissa, ma un fenomeno che si costruisce continuamente nell’esperienza percettiva. A partire da questa prospettiva, il workshop propone un percorso esperienziale tra disegno, osservazione e percezione. L’obiettivo non è rappresentare un’immagine in modo realistico o apprendere una tecnica accademica, ma sviluppare una diversa qualità dell’attenzione. Attraverso il rallentamento dello sguardo, i partecipanti saranno invitati a percepire relazioni, pause, ritmi, distanze, dissolvenze e tensioni normalmente escluse da una fruizione rapida dell’immagine. Questa pratica si collega alle esperienze di slow looking sviluppate in ambito museale contemporaneo da istituzioni internazionali come il MoMA di New York. In questo contesto, lo slow looking non consiste semplicemente nel “guardare lentamente”, ma in una pratica di osservazione intenzionale capace di affinare il modo di percepire, elaborare e costruire significato. Attraverso il tempo lento dell’attenzione, l’immagine smette di essere un oggetto da consumare rapidamente e diventa uno spazio da attraversare percettivamente.
Nel guardare lentamente, il tempo stesso si trasforma nel tempo del MA (間), nel tempo del margine e dell’apertura. L’osservazione non è più soltanto un atto visivo, ma diventa una forma di presenza: un modo per abitare l’intervallo tra ciò che appare, ciò che viene
percepito e ciò che, lentamente, prende senso. Negli ultimi anni pratiche analoghe sono state sviluppate anche da altre istituzioni museali e pedagogiche internazionali dedicate all’osservazione lenta e alla percezione condivisa.
All’interno del workshop, lo slow looking verrà utilizzato non come tecnica terapeutica o meditativa in senso stretto, ma come pratica percettiva capace di modificare il rapporto tra individuo, immagine e spazio. Attraverso il tempo prolungato dell’osservazione, l’immagine smette di essere un oggetto da consumare rapidamente e diventa uno spazio da attraversare. La memoria, le associazioni personali, il ritmo corporeo e l’ascolto delle percezioni altrui entrano così a far parte dell’esperienza visiva. Il workshop si svilupperà attraverso differenti esercizi legati a materiali e condizioni percettive diverse.
L’inchiostro e l’acqua permetteranno di lavorare sulla diffusione, sulla perdita di controllo e sulla dissoluzione dei confini, facendo emergere il MA come spazio instabile tra forma e materia. I pastelli usati nel secondo incontro (date da definire), verranno utilizzati per indagare le relazioni tra superfici, sfumature e sovrapposizioni, osservando come il MA possa manifestarsi come tensione e connessione tra le forme. La matita introdurrà invece il tema della struttura ( Terzo incontro), della distanza e del ritmo, esplorando il MA come equilibrio tra presenza e separazione.
Una parte centrale del workshop sarà dedicata allo slow looking: un momento di osservazione lenta dei propri lavori e di quelli degli altri. In questa fase il disegno nonverrà interpretato come risultato tecnico o estetico, ma come traccia percettiva e relazione visiva. Il confronto collettivo diventerà così uno spazio condiviso di ascolto, in cui differenti modalità del vedere potranno emergere attraverso la relazione tra individuo e gruppo.
Il workshop si configura quindi come una pratica esperienziale tra percezione, tempo e relazione. Più che produrre immagini, i partecipanti saranno invitati a interrogare il modo stesso in cui osservano, costruiscono significato e abitano lo spazio tra sé, gli altri e il
mondo.
Sede
Spazio Kintsu, Via Privata Bastia, 9, 20139 Milano MI
Insegnate
Kanaco Takahashi
Date
Domenica 14 Giugno
Orari
dalle 11.00 alle 13.00
Attrezzature e materiali
Il materiale è fornito dall’insegnate
Costo
80,00 euro IVA compresa
Numero partecipanti
Il corso si attiva con 5 iscritti
Massimo 10 iscritti
Modalità d’iscrizione
Il corso è aperto a tutti, non serve avere esperienza.
Inviare una mail a info@paraventigiapponesi.it
Modalità di pagamento
a mezzo bonifico
Rimborsi
85% dell’iscrizione se la disdetta avviene entro 10 o più giorni prima del corso
50% dell’iscrizione se la disdetta avviene entro 7 giorni prima del corso
Nessun rimborso se la disdetta avviene a meno di 7 giorni prima del corso e/o in caso di mancata partecipazione
Informazioni
info@paraventigiapponesi.it





