IRO 色 COLORE ANELITO TRA QUIETE E TEMPESTA

Personale di Tetsuro Shimizu

Artigianalità del lavoro elevata all’eccellenza del metodo che diventa arte. È questo ciò che lega nel tempo le opere di Tetsuro Shimizu ed è uno degli aspetti della sua ricerca che la mostra Iro 色 Colore. Anelito tra quiete e
tempesta, vuole indagare.

La mostra verrà inaugurata sabato 14 gennaio 2023 alle ore 16.30 presso il Castello di Palazzolo sull’Oglio e si concluderà sabato 25 febbraio.
L’itinerario espositivo vede coinvolte due sedi che costituiscono l’inizio e la fine di un percorso di analisi dell’opera dell’artista giapponese: parte dalle sale del sopraccitato Castello, definito come Rocha Magna, e prosegue in quelle di Villa Kupfer che si può raggiungere percorrendo il parco delle Tre Ville.

All’evento inaugurale parteciperanno i curatori Matteo Galbiati (critico, curatore d’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia), Serena Paderno (laureanda presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia) e l’artista Tetsuro Shimizu, alla presenza del sindaco di Palazzolo Gianmarco Cossandi, dell’Assessore alla Cultura Marina Bertoli e di Raffaella Nobili titolare della galleria Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili, di Milano.

Attraverso una serie di opere inedite, esposte per la prima volta a Palazzolo sull’Oglio, la mostra riflette sull’evoluzione della ricerca estetico-artistica di Shimizu dagli anni ’90 fino a oggi. Il percorso di visita inizia presso la Rocha Magna, che dell’artista ospita i primi lavori e le opere dei decenni passati per proseguire poi nella villa, dove i visitatori incontrano le sue opere più recenti.

Il lavoro di Shimizu segue un metodo in divenire “in cui la forte impronta artigianale incontra e si confronta con la dimensione artistica più urgente, stratificando livelli diversi di azioni pittoriche che, nel colore, rivendicano i principi della loro finalità ultima”. È lui stesso, infatti, a costruire il telaio in legno, cucire la tela di lino, a preparare la colla di coniglio e a stenderla sulla superficie del quadro prima di intervenire e completarla con la pittura a olio. Si attiva in questo modo una pittura densa che approfitta dell’irregolarità e dell’inconsuetudine delle sagome che strutturano le opere per provare a stravolgere la percezione che ognuno sente nei confronti della propria abituale visione dell’opera.

Se gli angoli del telaio non fossero smussati, se la cornice esterna fosse regolare, se tutto riconducesse a un dipinto come si è soliti pensarlo, il colore non assumerebbe la stessa carica emotiva e la stessa forza che l’anomalia delle tele di Shimizu, invece, gli conferisce. Il colore, tuttavia, produce anche un senso di incertezza e precarietà. Lo fa attraverso il valore estetico del vuoto che in Shimizu si manifesta con frammenti privi di pittura e con dei tagli, sezioni del telaio che vengono aperte come fessure per creare squilibrio e viatico ad altre dimensioni, compresa quella reale e concreta della parete che, talvolta, emerge dal fondo. Viceversa, se la pennellata e il gesto non fossero tanto dinamici da suscitare nell’osservatore emozioni contrastanti come pace e frastuono, tranquillità e paura, luce e ombra, la sinuosità del legno verrebbe meno e sarebbe sminuita agli occhi dell’osservatore.

Nella sua pittura materia e illusione, concretezza e artificio, che per etimologia e natura sono considerate l’una l’opposto dell’altra, si rendono in questo caso le une necessarie alle altre. Allo stesso tempo, il vuoto nella sua complementarietà con il pieno dimostra quanto il lavoro di Shimizu sia pervaso da un equilibrio di opposti che convivono in una concezione tipicamente orientale, da lui riletta con i modi di una pittura occidentale. Nasce così Iro 色 Colore. Anelito tra quiete e tempesta.

Grazie al Patrocinio del Consolato Generale del Giappone di Milano, della Provincia di Brescia, del Comune di Palazzolo sull’Oglio, dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia e alla collaborazione con la Galleria Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili, di Milano e con diverse associazioni e istituzioni del territorio, le opere di Shimizu vengono ospitate in un nuovo contesto che diventa di ricerca: proprio all’insegna di un incontro tra ambiti differenti, si contribuisce a promuovere, valorizzare, ridefinire lo stesso territorio alla luce di uno scambio attivo e di un incontro culturale aperto e inconsueto. Così il colore e la sua espressione, definiti da Shimizu in modo tanto peculiare, aprono prospettive inedite di senso capaci di arricchire lo sguardo e il pensiero di una collettività ampia.

La mostra è aperta sabato dalle 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00, con ingresso libero.
Si potranno prenotare visite guidate per scuole o piccoli gruppi sul sito www.serenapaderno.it